giovedì 31 maggio 2012

Daus totas partz sui de joi claus e sens


Lawren Harris, Untitled Mountain Landscape, © 1927-28



I lumi sui cammini
appaiono nelle più disinvolte piogge.
Fasci di Leonidi a picco
e tu
che sali dall'acqua madreterra
ai cipressi lattei delle nubi
ai cieli inerpicati
alle somme magnitudini
sfiorate dai pianeti.

Non muoverti!
è il comando all'amore così ubiquo
miglia ghiacciate
sulle finitudini lunari
che non basta farsi crisalide
se nelle ali non è il volo.

Nessuno più conosce
il regnare dei rami sopra il sole
quando accade
e accade
che i tramonti ci vestano da notte.

Divora
il fuoco
i cibi acerbi
e i racconti che passano di mano
dei cavalieri prostrati sul Sepolcro
dei respiri nel ventre di ogni cuore.

E suona
l'erba
l'estenuato nome
di ciò che ognuno è stato.
Così cantano
gli improvvisati venti
e tutti i pinnacoli e i fondali.

Perdonami questo amore
così feriale
la poc'anima qui in seno
il grigio lento del futuro.

E' che fui prima d'esserti
il Tu dato da Dio
a queste forme d'uomo.
Per cui poche paure.
Fatti midollo d'ossa rigogliose
compagno e
in fine
seme d'orizzonte.

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